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PREFAZIONE                                                                  5


        oggi, e tra gli estensori di queste note, non manca chi preferisce la via ondulatoria alla
        via delle matrici.
           Comunque Fermi fece in quegli anni 1923-1924 cose pregevoli in altri campi. Non
        mancò tra l'altro di sottolineare le difficoltà quasi insormontabili della quantizzazione di
        Bohr-Sommerfeld (vedi articoli di Gallavotti, Falcioni e Vulpiani [6]). Ma la sua capa-
        cità di entrare nel mondo quantistico nuovo scattò quando ebbe tra le mani i lavori di
        Schr6dinger, nel 1926. Fermi, come Segrè ricorda nella storia della sua vita, rimase stra-
        biliato, si mise al lavoro sulla sua equazione, e portò alla nuova meccanica quantistica, ed
        alla analisi della compatibilità tra Heisenberg e Schrödinger un contributo semplificatore,
        secondo le sue ormai riconosciute caratteristiche [6,7].
           Ripensando a quello storico periodo, 1921-1926, mi viene naturale pensare ai grandi
        fisici che ho detto come a una squadra in cordata, alla conquista di una nuova altissima
        difficile cima. Era una via nuova da trovare, senza alcuna traccia precedente. Era una
        impresa che sola poteva conseguirsi con dei geni di diverso carattere, la cui collaborazione
        nasceva dalla reciproca stima e dalla rapida enorme capacità di critica.
           Fermi dunque non fu importante che in un secondo tempo. Ma in quello stesso anno
        1926 egli entrò tra i grandi con la sua statistica "Sulla quantizzazione del gas perfetto
        monoatomico" (ref. [1] FNM, 30), la statistica proposta per primo da lui, che prese il
        nome di Fermi-Dirac. La storia di questo primo internazionale successo è riportata in
        particolare nelle note qui pubblicate di G. Parisi e di F. Bassani [6].
           Fatemi solo dire che ognuno è fatto al suo modo. Non si può rimproverare ad un
        fisico che ha fatto cose grandi, il fatto che non ne ha fatte altre. Se posso scherzare un
        momento, dirò che non si può rimproverare a Ludovico Ariosto il fatto che non ha scritto
        la "Gerusalemme liberata" .


        5. - Alcuni giudizi su Enrico Fermi da parte di altri Maestri della fisica
           Riprendo il filo del mio racconto per ricordare, tra i grandi scienziati che riconob-
        bero il genio semplificatore di Enrico Fermi, alcune testimonianze: esse sono esempi o
        riconoscimenti in situazioni ed epoche diverse.
           Nel 1993, in ricordo di Enrico Fermi, Victor Weisskopf [8], uno dei grandi fisici mondia-
        li che più ha contribuito-a presentare con chiarezza i risultati scientifici in fisica nucleare
        ed in elettro dinamica, scrisse:
           "Fermi fu unico nel suo modo di far fisica. Egli aveva un modo molto speciale di
        attaccare i problemi, teorici e sperimentali. Riuscì sempre nel trovare l'approccio più
        semplice e più diretto, con il minimo di complicazione e di sofisticazione. Nei primi
        anni del 1930, quando provai invano a capire la nuova elettro dinamica quantistica [si
        veda l'articolo di M. Cini in questo libro] io ebbi la ventura di trovare su "Review of
        Modern Physics" (1932) l'articolo di Fermi intitolato 'Quantization of radiation in
        Coulomb gauge'. Lo studiai, e da allora potei comprendere la teoria dei campi. So
        di non essere il solo che raggiunse questo risultato ed ha questa opinione."
           Un pensiero analogo ritroviamo in un discorso di Bethe su Enrico Fermi, che ricorda
         le difficoltà della teoria dei campi (ref. [4] pago 54):" È un esempio insuperato di
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